
Il dibattito globale sulle linee guida dietetiche si è recentemente riacceso, complice la piramide alimentare americana rovesciata, ma spesso trascura un elemento importante: l’impronta ambientale del cibo che portiamo in tavola. Secondo lo scienziato dei sistemi terrestri Johan Rockström, autore dell’articolo apparso su Nature, ciò che scegliamo di mangiare non è solo una preferenza individuale, ma un motore sistemico che influenza la stabilità stessa del pianeta.
L’insostenibilità del sistema attuale
L’attuale modo in cui produciamo e consumiamo cibo ha un impatto devastante sull’ambiente. Il sistema alimentare globale è responsabile di circa il 30% delle emissioni di gas serra e del 70% del consumo annuo di acqua dolce. Inoltre, l’agricoltura rappresenta la causa principale dell’inquinamento da nutrienti e della perdita di biodiversità
Parallelamente, le diete attuali stanno compromettendo la salute umana: ogni anno, circa 15 milioni di adulti muoiono prematuramente a causa di un’alimentazione non salutare, un dato che supera persino i decessi causati dall’inquinamento atmosferico.
Cos’è la Planetary Health Diet
Per affrontare questa crisi, la Commissione EAT–Lancet 2025, co-presieduta dallo stesso Rockström, ha proposto la Planetary Health Diet (PHD). Questo modello alimentare si basa su principi di flessibilità e sostenibilità, allineandosi a molte tradizioni culinarie già esistenti, come quella mediterranea o asiatica.
Le caratteristiche principali della Planetary Health Diet includono:
- Un consumo abbondante di frutta, verdura, noci, legumi e cereali integrali, che dovrebbero fornire circa il 65% dell’apporto calorico giornaliero.
- Una limitazione della carne rossa (circa una porzione a settimana) e un consumo moderato di pollame e pesce.
- Una riduzione del consumo di alimenti ultra-processati, zuccheri aggiunti, grassi saturi e sale.
Benefici per l’uomo e per la Terra
Seguire questo regime alimentare non aiuta solo l’ambiente, ma è essenziale per prevenire malattie croniche come il diabete, i disturbi cardiaci e alcuni tipi di cancro. Nonostante questi vantaggi, solo l’1% della popolazione mondiale vive attualmente in uno “spazio sicuro e giusto”, dove i diritti umani e i bisogni alimentari sono soddisfatti entro i limiti biofisici del pianeta. Per garantire un futuro sostenibile sono necessari cambiamenti urgenti e politiche che potremmo definire audaci che supportino questa transizione verso una dieta ricca di vegetali e povera di prodotti animali.
