Dieta atleti olimpici: cosa mangiare per stare meglio

  • Categoria dell'articolo:Alimentazione

Dieta atleti olimpici: numeri e menu del Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026

La dieta atleti olimpici a Milano-Cortina 2026 non è solo questione di quantità, ma di strategia. Ogni giorno, per alimentare gli atleti e i loro staff nella sala da pranzo del Villaggio Olimpico di Milano vengono preparati fino a 4.500 pasti, quasi 4.000 in quello di Cortina e circa 2.300 nel Villaggio di Predazzo, con una media di sei chef per ristorante in ciascun Villaggio. Solo nel Villaggio Olimpico di Milano, le cucine servono ogni giorno circa 3.000 uova e circa 450 chilogrammi di pasta. Una gigantesca macchina organizzativa che offre menu su misura per accontentare le differenti esigenze nutrizionali, preferenze culturali e religiose, a dimostrazione di quanto alimentarsi bene sia parte integrante dell’allenamento e della prestazione agonistica. Sebbene i casi limite come le 16 banane mature del velocista giamaicano Yohan Blake o le 10.000 calorie dichiarate dal campione di nuoto Michael Phelps abbiano fatto scalpore in passato, la vera marcia in più degli atleti d’élite risiede in strategie nutrizionali che ben adattate possono essere di ispirazione a tutti.

Dan Benardot, nutrizionista e professore alla Emory University, già responsabile dell’alimentazione per la squadra olimpica statunitense di maratona ad Atene 2004, e Kristen Gravani, dietista sportiva dell’Università di Stanford e consulente nutrizionale per diversi atleti olimpici, hanno raccontato alla CNN come il “quando” e il “cosa” si mangia possano influire in modo determinante su ogni fase della preparazione: dall’efficienza dell’allenamento al recupero muscolare, fino alla performance in gara.

Il fattore tempo al mattino

Uno degli errori più frequenti, osservano gli esperti, è sottovalutare il tempismo dei pasti. “Quando lavoravo con la squadra olimpica statunitense di maratona”, ha raccontato Benardot, “molti atleti mi dicevano di allenarsi al mattino presto a digiuno e fare colazione solo dopo. È un errore. Anche un piccolo spuntino prima dell’attività migliora la resa, mantenendo stabili glicemia e idratazione”.

Cosa mangiare: prima e dopo lo sforzo

Secondo Gravani, uno spuntino pre-allenamento ideale è composto da un frutto con un contenuto di fibre moderato o da qualche cracker, associati a una piccola quota di grassi o proteine se c’è tempo sufficiente prima dell’attività. Un esempio pratico è una banana con un cucchiaino di burro d’arachidi, magari preparata in anticipo tagliandola a rondelle, mettendola in una vaschetta per cubetti di ghiaccio, aggiungendo il burro di arachidi e conservando in freezer.

Nel post-allenamento, l’obiettivo si sposta sul recupero muscolare. Qui entra in gioco una combinazione di carboidrati e proteine, da modulare in base alla durata e all’intensità dell’attività svolta. “Se lo sforzo è stato di tipo aerobico prolungato”, ha precisato Gravani, “serviranno più carboidrati. Per sessioni brevi o di forza, il rapporto può essere diverso. Un frullato con proteine del siero del latte o vegetali, frutta e un liquido a Questa flessibilità è uno dei punti di forza della dieta atleti olimpici.scelta rappresenta una soluzione efficace e versatile”.

Strategie anti-infiammazione e adattamento all’altitudine

Quando si svolgono le Olimpiadi invernali, anche le sfide ambientali diventano parte della preparazione. Gareggiare in alta quota e a basse temperature implica una fisiologia adattativa complessa: il corpo deve aumentare la produzione di emoglobina per catturare più ossigeno in un’aria rarefatta. Per questo, la dieta si concentra sui cosiddetti “costruttori del sangue”: ferro, vitamina B12 e acido folico, senza i quali si rischia un affaticamento precoce. Un accorgimento nutrizionale consigliato dagli esperti per aumentare la biodisponibilità del ferro vegetale, meno assorbibile rispetto a quello animale, è abbinarlo a fonti di vitamina C, come agrumi, peperoni, broccoli. Un’idea è condire spinaci o legumi con succo di limone.

Nella dieta degli atleti olimpici non mancano alimenti ad azione antinfiammatoria e antiossidante come salmone, semi di lino e di chia ricchi di Omega-3. Il succo di barbabietola è studiato per le sue proprietà nel ridurre lo stress ossidativo e migliorare il metabolismo lipidico. Anche quello di ciliegia acida o di mirtillo, spesso inseriti in frullati post-allenamento con, per esempio, ananas, spinaci e yogurt greco, svolgono un ruolo nel contrastare l’infiammazione indotta dallo sforzo fisico.

Varietà e frequenza

La varietà è fondamentale. “Non esiste un alimento perfetto”, ha precisato Benardot, “per questo è importante variare ogni giorno, anche nei colori di frutta e verdura”. Ogni tonalità si caratterizza, infatti, per un diverso profilo di fitonutrienti che contribuiscAnche nella dieta atleti olimpici, ogni colore nel piatto ha un ruolo preciso.ono alla salute intestinale e al recupero cellulare.

Infine, la frequenza dei pasti. Gravani ha consigliato di evitare i classici tre pasti abbondanti al giorno, privilegiando invece una distribuzione più regolare dell’apporto calorico suddivisa in tre pasti principali intervallati da due o tre spuntini, per evitare cali glicemici che di solito avvengono 2-4 ore dopo mangiato. Un metodo efficace secondo Benardot  è il frazionamento, non mangiare tutta la colazione o il pranzo subito, ma dividerli in due momenti separati. Anche una piccola quota prima di dormire può aiutare a mantenere costante la glicemia notturna.

Che cosa possiamo quindi copiare dagli atleti olimpici a tavola? Alcuni principi generali per un miglior benessere: un’alimentazione varia, colorata ed equilibrata a seconda del proprio stile di vita, applicando anche facili combinazioni intelligenti come ferro e vitaminaIn sintesi, la dieta atleti olimpici ci insegna che il benessere a tavola parte dalla consapevolezza. C per massimizzare il recupero e la salute generale. 

Corriere della Sera

Uova-salmone-succo-di-barbabietola-cosa-mangiano-gli-atleti-olimpici-e-cosa-impariamo-dalla-loro-

📥 Scarica l’articolo in PDF