In questo articolo:
- Il contesto nutrizionale del Bhutan
- Il programma One-Child One-Egg
- Impatto sulla filiera avicola locale
- Alimentazione scolastica e formazione
- Un modello di politica pubblica

Il contesto nutrizionale del Bhutan
Lungo sentieri tortuosi tra le colline boscose del Bhutan, ogni mese Tenzin Drukpa e Pampa Maya Tamange consegnano pile di vassoi colmi di uova a quindici scuole primarie nei distretti di Thimphu e Chhukha. L’idea di un uovo al giorno per ogni bambino è al centro del programma “One-Child, One-Egg” (OCOE), un progetto pilota biennale promosso dal Governo Reale del Bhutan con il supporto della FAO.
Il contesto in cui si inserisce il programma è segnato da criticità nutrizionali rilevanti. Nel Paese, quasi un bambino su cinque sotto i cinque anni presenta ritardo della crescita, circa il 9% è sottopeso e oltre un terzo delle adolescenti soffre di anemia. Su questo quadro si innesta l’uovo come intervento mirato: alimento ad alta densità nutrizionale, fornisce proteine di elevata qualità biologica, lipidi essenziali, vitamine e micronutrienti cruciali per lo sviluppo cerebrale, la crescita e la funzione immunitaria.
Il programma One-Child One-Egg
Il programma raggiunge oggi 32.000 studenti in 343 scuole. Gli alunni riferiscono maggiore energia durante la giornata scolastica, mentre gli insegnanti osservano un miglioramento dell’attenzione in classe. Si tratta di evidenze riportate sul campo, utili ma di natura osservazionale, dunque da interpretare con cautela in assenza di valutazioni sistematiche standardizzate.
Impatto sulla filiera avicola locale
Sul versante produttivo, l’impatto è altrettanto significativo. Prima dell’introduzione dell’OCOE, il mercato avicolo locale era caratterizzato da forte instabilità. La vicenda di Tenzin Drukpa ne è un esempio emblematico: dopo aver avviato l’attività nel 2018, ha subito prima il crollo dei prezzi durante la pandemia di COVID-19, poi, nel 2023, un’epidemia legata a tossine nei mangimi che ha causato la perdita di 2.700 capi, con un danno stimato di circa 43.000 dollari. La ripresa è stata resa possibile da un prestito governativo di stimolo economico, che gli ha consentito di ricostruire l’allevamento, oggi composto da circa 4.000 galline.
L’introduzione del programma ha aggiunto un elemento determinante: la prevedibilità della domanda. “Prima il mercato era instabile”, osserva Tenzin. “Questa iniziativa ci ha dato un’opportunità: ora sappiamo che le scuole hanno bisogno di noi”. Dinamiche analoghe emergono nel distretto di Samtse, dove piccoli produttori come Ganesh Bdr Ghalley, che in passato vendeva spesso in perdita, riforniscono ora stabilmente le scuole locali, mentre altri, come Dependra e Sabitra Gurung, dichiarano di aver raggiunto una condizione di autosufficienza grazie a un mercato garantito.
Alimentazione scolastica e formazione
L’intervento non si limita alla distribuzione di uova, ma incide anche sulle pratiche alimentari. Alla Soeltapsa Primary School, dove in precedenza le uova erano raramente presenti nei pasti, si registra un cambiamento sostanziale. Per evitare la monotonia del menu e migliorare la qualità nutrizionale, il programma ha formato oltre 280 cuochi in 20 distretti, introducendo sia nuove ricette sia standard più rigorosi di sicurezza alimentare.
Accanto alle preparazioni più semplici, come le uova bollite, compaiono piatti tradizionali rivisitati: il gongdo hoentshey, con uova strapazzate, aglio, cipolla e spinaci selvatici, e l’egg paa, in cui le uova sode vengono cotte lentamente in una base speziata di pomodoro, zenzero e aglio, accompagnate da patate e peperoncino. Parallelamente, il governo ha aumentato il sussidio per i pasti scolastici da 1.500 a 3.100 ngultrum per bambino, ampliando le risorse disponibili.
Un modello di politica pubblica
Nelle parole di Tenzin, l’obiettivo è duplice: sostenere l’agricoltura locale e contribuire allo sviluppo di una generazione più sana. Un uovo al giorno, per trentaduemila bambini, come misura concreta di politica pubblica.
